Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla — 15 marzo 2026

Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla: i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (DNA)

Nel 2010 il Ministero della Salute rileva che:
“Non si ha un altro esempio di malattia psichiatrica con una simile propagazione e con le caratteristiche di una vera e propria epidemia sociale”.

Il Senato della Repubblica, con DdL 189/20, definisce i DNA malattia sociale, prevede che vengano approntati specifici interventi nazionali e regionali per garantire omogeneità nei trattamenti erogati, stabilisce una copertura finanziaria e introduce un articolo del Codice penale che punisce l’istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia o la bulimia.

Questi interventi evidenziano la gravità della patologia legata all’alimentazione, ed è altresì ben noto come la pandemia da Covid 19 abbia fatto registrare un vertiginoso aumento di casi di anoressia e bulimia soprattutto fra ragazze e ragazzi molto giovani, tanto che l’età di insorgenza è sempre più precoce con il 20% delle diagnosi tra gli 8 e i 10 anni.

I Disturbi dell’a alimentazione colpiscono bambini e adolescenti in tutto il mondo, e spesso hanno gravi complicanze mediche e psicosociali che possono persistere per tutto il corso della vita. Sono inoltre gravati da un elevato tasso di suicidi, in particolare nell’anoressia.

Da qui l’importanza di riuscire a identificarli precocemente, anche se la loro eziologia resta a tutt’oggi piuttosto sfuggente. L’attuale classificazione del DSM 5 comprende nei DNA oltre l’anoressia e la bulimia anche il disturbo dell’alimentazione incontrollata (Binge eating disorder, BED).

Tra i molti fattori legati all’insorgenza dei DNA vogliamo prendere in esame il rapporto alterato con il cibo,  per capire se c’è e quale può essere il filo più profondo che lega i DNA, così diversi fra loro, riguardo al comportamento e alle manifestazioni cliniche.

I DNA sono sintomi che esprimono un disagio profondissimo di tutta la persona, la cui eziopatogenesi deve essere distinta dalle malattie del corpo: la sofferenza, in queste, come in tutte le patologie psichiche, è dovuta alla perdita di una originaria sanità della mente la cui fisiologia e patologia vanno cercate e scoperte nella realtà mentale cosciente e non cosciente .

Tutti i DNA sono dunque caratterizzati da un anomalo rapporto con il cibo che perde la sua valenza di nutrimento e diventa uno strumento di attacco e distruzione del corpo. Perché?

Un recente articolo¹ descrive come l’obesità e i disturbi alimentari potrebbero condividere fattori neurocomportamentali comuni e individua nell’appetito e nell’avidità fattori di rischio fin dalla giovane età. L’articolo è interessante perché propone la ricerca di  fattori eziopatogenetici comuni, ma, approfondendo il pensiero, vogliamo proporre un metodo che vada al di là dei comportamenti e dei segni manifesti della patologia. Cerchiamo allora quali possono essere le dimensioni profonde, che sono affetti, fantasie, immagini, pulsioni, coinvolte nei DNA e quali le dinamiche psichiche coscienti e soprattutto non coscienti che, se si alterano, sono la causa non solo dei comportamenti alterati, ma della sofferenza, della perdita degli affetti, dell’angoscia, del vuoto della mente.  Il rapporto alterato con il cibo sembra essere un elemento comune, una traccia da seguire per capire se c’è e quale può essere il filo più profondo che lega i DNA, così diversi fra loro, riguardo al comportamento e alle manifestazioni cliniche.

Con la Teoria della nascita, elaborata dallo psichiatra  Massimo Fagioli, viene proposto che nella nascita umana non c’è malattia della mente: il corpo del neonato contiene, fusa ad esso, la realtà mentale fatta di fantasia e immagini e  memoria. È questa prima immagine che sorge  nel  neonato da dentro, nel rapporto con il mondo non umano, che spinge il neonato al rapporto per trovare conferma alla speranza, certezza che la verità del suo essere venuto al mondo è nel rapporto interumano.

Nella nascita umana c’è il superamento della scissione millenaria corpo-mente, razionale-irrazionale, mente cosciente-mente non cosciente, scissione che invece ritroviamo nei pazienti affetti da DNA.

Come si arriva a questa scissione, che, abbiamo visto, porta poi ad un attacco ad una lesione del corpo, attraverso l’uso distorto del cibo?

Sappiamo che il neonato ha ovviamente bisogno di essere nutrito, scaldato, accudito, ma ha anche contemporaneamente l’esigenza che la sua iniziale speranza-certezza di rapporto interumano non venga delusa. Un rapporto di allattamento gratificante consentirà lo sviluppo delle possibilità libidiche e affettive del neonato che diventerà sempre più certo del suo rapporto con la realtà, e potrà sviluppare l’Io originario della nascita.

Invece se il desiderio di sostanza umana viene deluso il rapporto con il seno si altera, e il nutrirsi diventerà sempre di più rapporto solo materiale, introduzione di latte fisico invece che vissuto e realizzazione di un rapporto totale con l’altro. Il neonato deluso avrà difficoltà a vedere e prendere le qualità non materiali dell’altro e, pieno di rabbia per la delusione, diventa bramoso, vive e spesso riceve un rapporto fatto prevalentemente di gratificazioni fisiche e degrada la prima dimensione di fantasia, interesse e desiderio che è l’immagine della nascita, in odio, rabbia e impossibilità di vedere e recepire l’interesse, gli affetti, la sostanza non materiale altrui.

Il cardine di ogni pazzia umana sta nella delusione del desiderio: il bambino deluso non riesce a trasformare un rapporto di tipo prevalentemente fisico, in un rapporto psichico, in rapporto con il contenuto e non con il contenente.

Questo è ciò che coloro affetti da bulimia e BED non riescono a realizzare rimanendo fissati al rapporto alimentare, alla gratificazione della bocca. Si rivolgono al rapporto con le cose: è la realtà materiale che dovrebbe riempire il vuoto determinato dalla negazione e dall’annullamento del rapporto interumano e quindi si riempiono di cibo o di cose materiali, soldi.

Si cade così nel circolo vizioso per cui l’affamato di cose materiali, che non possono soddisfarlo, diventa sempre più cieco, e il cieco psichico è sempre più affamato di cose materiali.

I bulimici (BED) sono persone bramose, spesso piene di odio e di rabbia, che con la loro crisi però ci dicono che è possibile trovare una speranza; nonostante le delusioni non abbandonano il corpo alla inesistenza, come accade nell’anoressia, non perdono completamente l’antica esperienza del rapporto umano, carnale vissuto. Non perdono completamente l’immagine della nascita.

Fino a che esiste l’affetto, anche se affetto di rabbia, l’inesistenza non è assoluta.

Le persone affette da anoressia, invece, riescono a liberarsi dal desiderio e dalla bramosia, riesceono ad affrancarsi dagli affetti umani raggiungendo la lucidità della ragione cosciente. Nell’anoressia viene proposta una più profonda scissione del pensiero, realtà non materiale, dalla realtà materiale del corpo, viene allontanato  da sé il corpo e la bocca , che è continuamente negata, paralizzata e disprezzata. 

La psicoterapia psicodinamica è la terapia di elezione della malattia mentale intesa come alterazione patologica del pensiero e degli affetti, ed è rapporto, dialettica di rapporto cosciente e non cosciente fra paziente  e terapeuta. Poiché la malattia della mente nasce nel rapporto interumano, nel rapporto può essere curata. Cardine della terapia è la frustrazione delle dinamiche distruttive del paziente che emergono dalle sue comunicazioni verbali e non verbali e dal racconto delle immagini oniriche. Proprio con l’interpretazione dei sogni si arriva a comprendere, trasformare e far sparire quelle situazioni interiori di carenza, violenza, negazione, anaffettività che sono il cardine della malattia e sofferenza della mente.

Considerando quanto finora detto, un accenno alla prevenzione primaria dei DNA: è necessario far comprendere agli adulti l’importanza di vedere, comprendere e considerare la verità della nascita umana, ovvero il “corredo di fantasia, di incertezza, di speranza, di desiderio con cui nascono gli esseri umani²”. Ledere e ferire la delicata realtà mentale del neonato, può farlo anmmalare anche molto gravemente, come accade nei DNA.

Un ultimo accenno alla cultura dominante, che nel proporre il culto del corpo perfetto è stata spesso accusata di essere responsabile dell’insorgenza delle patologie del comportamento alimentare. 

Crediamo che senz’altro la cultura dominante abbia una sua responsabilità nel produrre la malattia mentale in particolare nel continuare a riproporre la scissione, il dualismo ontologico anima-corpo come normale realtà umana che costringe l’essere umano “[…] al materialismo ottuso dell’uomo fisiologico o all’ascetismo che sacrifica il corpo³”.

 
Consiglio Scientifico d’Indirizzo
Fondazione Massimo Fagioli ETS

 

¹ I.P.M. Derks et Al., Early childhood appetitive traits and eating disorder symptoms in adolescens a 10-year longitudinal follow-up study in the Netherlands and the UK, www.thelancet.com/child-adolescent Vol 8 April 2024
² M. Fagioli, La marionetta e il burattino (1974), L’Asino d’oro edizioni, Roma 2011
³ M. Fagioli, Istinto di morte e conoscenza, (1972), L’Asino d’oro edizioni, Roma 2017, p. 39.