La FMF al Tavolo nazionale per la scuola democratica

«No all’arretramento culturale della scuola di Valditara»​

La FMF partecipa al Tavolo nazionale per la scuola democratica con l’obiettivo comune di tutelare il diritto allo studio e promuovere il benessere di bambini e adolescenti.

Il mondo della scuola ha manifestato il 18 ottobre 2025 contro le  indicazioni del Ministro Valditara e il 13 giugno 2026 c’è stata una nuova mobilitazione e dibattito per la scuola democratica.

L'iniziativa

Il Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica, a cui la Fondazione Massimo Fagioli ha aderito, è una rete di soggetti attivi nel mondo dell’educazione (scuole, università, ricerca e associazioni), uniti da un obiettivo comune: promuovere il diritto all’apprendimento e tutelare la scuola come luogo di costruzione della cittadinanza attiva e del pensiero democratico. Nasce per rispondere e reagire alle politiche scolastiche dell’attuale Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che stanno minando la scuola della Costituzione, a partire dalla pubblicazione delle Nuove Indicazioni Nazionali nel marzo del 2025.

18 ottobre 2025

A4 18 Ottobre

Tra le prime iniziative promosse dal Tavolo Nazionale abbiamo la “Giornata di mobilitazione nazionale” svoltasi il 18 ottobre 2025, proprio in risposta alle NIN25, che sostituiscono quelle del 2012. Le Indicazioni Nazionali sono il documento di riferimento del nostro sistema di istruzione per l’infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado: ogni istituto definisce il proprio curricolo a seconda del territorio in cui si trova, dei bisogni e degli interessi dei suoi studenti tenendo presenti gli obiettivi generali e disciplinari e i traguardi delle competenze delineati nelle Indicazioni. Questa mobilitazione ha inteso accendere i riflettori su una linea politica e su un documento del tutto inadeguati a intercettare le sfide educative che ci propone una società multiculturale, multireligiosa e strettamente interconnessa a livello globale, come quella in cui viviamo. Le NIN25, infatti, non favoriscono lo sviluppo di un pensiero riflessivo, critico e aperto alle differenze, capace di cogliere le interdipendenze tra fenomeni complessi: traguardi che restano imprescindibili in un mondo segnato da emergenze ambientali, conflitti, disuguaglianze e crescenti discriminazioni. Il testo, in vigore dal 1 settembre 2026, segna un evidente arretramento sul piano pedagogico e culturale, promuovendo una visione semplificata, etnocentrica e identitaria, distante dai reali bisogni formativi contemporanei. Le Nuove Indicazioni tendono così a marginalizzare le culture altre, i loro saperi e, ancora più inaccettabile, il loro apporto alla storia. Un simile impianto non è solo anacronistico, ma risulta pericolosamente divisivo in una scuola quotidianamente vissuta da studenti con background, radici e soggettività differenti. A ciò si somma un’impostazione fortemente impositiva. Indicando contenuti e proponendo impostazioni retrograde, il documento ripropone la logica della “scuola del programma”, ledendo nei fatti la libertà di insegnamento tutelata dall’articolo 33 della Costituzione e le prerogative stesse dell’autonomia scolastica. Infine, l’accento posto sui talenti individuali e sulla personalizzazione dei percorsi, se priva di un effettivo contrappeso nel principio dell’individualizzazione e nell’impegno ad offrire a tutte e tutti il raggiungimento delle stesse competenze, lascia trasparire un’ideologia intrinsecamente antiegualitaria.
Questo documento distoglie la comunità educante da una didattica autenticamente democratica e inclusiva, fondata sui cardini di giustizia, equità e solidarietà che sono alla base della nostra Costituzione.

13 giugno 2026

A4 13 giugno

A rincarare la dose, arrivano la riforma dell’istruzione tecnica superiore e la pubblicazione della bozza delle Nuove Indicazioni per i Licei, per questo motivo il Tavolo Nazionale ha organizzato la “giornata di mobilitazione e dibattito per la scuola democratica” del 13 giugno 2026.

Addestramento e oscurantismo sviliscono la Scuola Superiore

Per quanto riguarda l’istruzione tecnica superiore il nuovo Decreto Legislativo, attivo per le classi prime dell’anno scolastico 2026/2027, ridefinisce l’intero assetto ordinamentale degli istituti tecnici. La scelta ministeriale è quella di legare maggiormente l’istruzione tecnica alle richieste del mondo economico e promuovere la cosiddetta filiera tecnologico-professionale 4+2, con il biennio finale da svolgere negli Istituti Tecnologici Superiori finanziati dalle Regioni con il supporto delle aziende del territorio. Inoltre, il quadro orario è stato modificato con una contrazione eccessiva delle discipline a cui è affidata la formazione culturale generale, come la lingua italiana, le discipline STEM e la geografia. Questa impostazione trasforma la scuola tecnica da luogo di formazione integrale a strumento di addestramento professionale.

Dalla lettura della premessa delle NIN per i Licei si evidenzia un’attenzione al mondo adolescenziale, senza una visione che colga la complessità della realtà della scuola del presente. Manca una visione chiara del senso della relazione educativa affinché questa risulti realmente efficace: non sono considerate le profonde trasformazioni che si sono verificate dalla seconda metà del secolo scorso a partire, ad esempio, dal concetto di autorità. Ogni adulto, genitore o docente, che assume la propria responsabilità nei confronti di un minore cerca, ogni giorno, con fatica, di affrontare l’incertezza legata alla complessità del presente. In questo scenario leggiamo nel testo «Nella scuola assume infine densa rilevanza l’insegnamento della prossemica del rispetto, ovvero delle regole costituenti la ‘grammatica dell’implicito’ che si apprende a scuola (anzitutto attraverso gli esempi dei docenti) e che si incarna nella corporeità e nella comunicazione non verbale (tono di voce moderato, distanza spaziale, sguardo sorridente e mai intrusivo, gesto sociale, regole cerimoniali ecc.)».

E mentre gli adolescenti (ricordiamo le iniziative di “Chiedimi come sto”) ricercano rapporti umani veri, si propongono comportamenti, adeguati ad un robot, lontani dal senso delle relazioni umane. Gli adolescenti sono, in genere, sensibili nel “sentire” quella affettività che è interesse profondo nei loro confronti: sanno riconoscere un sorriso falso; sanno riconoscere se le parole «ti voglio bene» sono verità.

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